Verso Brasile 2014 – Flop clamorosi: la Francia 2002

Per noi italiani sparare a zero sui francesi, e godere orgasmicamente dei loro fallimenti è fin troppo facile e scontato. Ma 12 anni fa fecero una figuraccia epica ai Mondiali nippocoreani, a cui tornavano da Campioni del Mondo in carica, dopo aver disintegrato il Brasile nella finale casalinga del 1998 (quella di Ronaldo che scende dall’aereo barcollando spaventosamente, giocando poi una finale perfetta come provino ai casting per un film sui fantasmi o gli zombie).

Il girone nippocoreano era fin troppo abbordabile per i transalpini, che dovevano avere la meglio su Danimarca, Uruguay e sull’esordiente Senegal per avanzare agli ottavi. Il ct Lemerre aveva confermato in toto la colonna portante con cui i Galletti, nel frattempo, vinsero anche l’Europeo del 2000; l’unico assente alla partita d’esordio era Zidane causa squalifica, ma con Barthez, Desailly, Thuram, Vieira, Djorkaeff, Henry, Wiltord e Trezeguet in campo, l’artistica e frivola mente dei francesi sembrava già proiettata alla sfida successiva, contro la temibile Uruguay di Recoba, Abreu, Magallanes, Dario Silva, Guigou e persino un giovane Forlan.

Fonte: ecuagol.com
Fonte: ecuagol.com

Con la supponenza e la presunzione che da secoli caratterizza i nostri cugini d’Oltralpe, gli uomini di Lemerre hanno affrontato la partita inaugurale contro il Senegal (alla prima apparizione mondiale) come la più seccante delle inutili amichevoli agostane. Bastarono 5 minuti di gara a stravolgere completamente le carte in tavola. Gli sguardi sbarrati degli europei e i loro volti catatonici permettevano anche a noi, distanti migliaia di chilometri, di respirare il panico e l’ansia che si impadronirono dei campioni in carica. Diouf e Fadiga, due perfetti sconosciuti che l’intero parterre calcistico scopriva solo in quel momento, fecero vedere fin da subito i sorci verdi alla difesa transalpina, in particolare a Bixente Lizarazu. Come il più stoico dei pugili, la Francia ha provato ben presto a rimettersi in piedi e a riprendere in mano le redini del gioco, ma una palla persa stupidamente a centrocampo ha definitivamente inclinato il piano in favore degli africani: contrasto molle di Djorkaeff, lancio per Diouf che semina Leboeuf (inadeguato già nel ’98), palla in mezzo, Petit anticipa Barthez in scivolata, ma sul rimpallo Bouba Diop è lesto a insaccare.

30° minuto e i campioni del mondo sono sotto, contro una squadra che ha appena giocato la sua prima mezz’ora di storia mondiale, per un gol di un giocatore dal nome anche difficile da pronunciare. Subire gol fa parte del gioco, lo sappiamo tutti, perciò i francesi avranno pensato che quello era lo stimolo necessario per scuotersi dal torpore iniziale e iniziare finalmente a giocare.

Fonte: theguardian.com
Fonte: theguardian.com

Non servirà a niente, i restanti 60 minuti proseguiranno come i primi 30, e alla fine il ct senegalese Metsu (pace all’anima sua) esulterà con la tipica supponenza che caratterizza tutti gli allenatori che pronunciano male la R (e lui è uno di quelli), come se la vittoria sui campioni in carica, alla prima partita in assoluto della sua Nazionale in una fase iridata fosse il più scontato dei risultati. Il tempo gli darà ragione, visto che quel magico Senegal arriverà fino ai quarti di finale, sconfitto dalla Turchia; purtroppo, quella rimane tuttora l’unica partecipazione dei Lions de la Teranga ad una fase finale dei Mondiali.

Nelle altre due gare la Francia raccoglierà appena un punto (0-0 con l’Uruguay) e la sconfitta con la Danimarca la condannerà definitivamente ad abbandonare il Mondiale. Credo non serva andare a sfogliare nessuno almanacco per stabilire che questa spedizione ha rappresentato il peggior fallimento per una Nazionale Campione del Mondo e d’Europa in carica. Una partecipazione così imbarazzante dei francesi la si ricorda solo nel 2010 in Sudafrica – altra eliminazione al primo turno, dopo essere arrivati in finale nel 2006 – ma in quel caso la prematura dipartita fu motivata innanzitutto dai problemi di spogliatoio, che durante la spedizione nell’estremo Sud del mondo si era trasformato in una polveriera che manco la Bastiglia il 14 luglio 1789.

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