I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 35^ giornata della Serie A 2013/14

1 – Calcio spettacolo al Sant’Elia

Mentre gli occhi di mezzo mondo si stavano concentrando sul big match d’Oltremanica tra Liverpool e Chelsea, in Sardegna andava in scena uno spettacolo vero e proprio. Avelar, pressato dai centrocampisti del Parma, per liberarsi degli avversari e lanciare a rete qualche compagno, ha pensato bene di esibire il più impensabile dei numeri nel suo repertorio: una veronica di zidaneiana memoria, che ha finalmente regalato ai tifosi sardi un motivo per applaudire e divertirsi allo stadio.

2 – Il paradosso di Immobile

Fonte: goal.com
Fonte: goal.com

Era dai tempi di Pulici e Graziani (perciò oltre 30 anni) che un attaccante non segnava così tanto in Serie A. Ad oggi, a meno 3 turni dal termine, la classifica dei marcatori dice: Immobile 21, Tevez e Toni 19. Due anni fa si affermò come miglior attaccante della Serie B e,

dopo un anno di rodaggio, sta raccogliendo i frutti del suo lavoro anche in Serie A. Difficile far male con un maestro come Ventura e un arciere come Cerci, ma neanche l’eventuale titolo di capocannoniere potrebbe bastare al giovane Ciro per andare in Brasile assieme agli Azzurri. D’altronde, l’unico sicuro del posto là davanti è Balotelli, che di gol ne ha segnati comunque 14 (non pochi), ma che resta tuttora il più discontinuo tra i papabili azzurri.

3 – L’insostenibile leggerezza di Kuzmanovic

Che l'abbia capito pure lui? (fonte: lintraprendente.it)
Che l’abbia capito pure lui? (fonte: lintraprendente.it)

La tua squadra sta giocando contro la terza in classifica, e sta resistendo sullo 0-0, difendendosi bene e rischiando poco. Gli avversari sembrano alle corde, ormai si sono adeguati al trend atarassico della partita e aspettano solo il fischio finale. Non dico che si potrebbe tentare il colpaccio, ma coprirsi ancor di più ed abbassare ulteriormente la squadra non sembra un’alternativa migliore. Tutto ciò non dev’essere passato per la mente di Mazzarri, che ha preferito togliere Icardi (partita negativa, ma in area sa sempre far male) per Kuzmanovic, tentando di coprire meglio al centro, con Palacio nel frattempo azzoppato dai crampi (strano, non gioca mai…). Questo cambio sarà prossimo materiale di studio al CERN di Ginevra.

 

4 – Tale presidente, tale giocatore

Fonte: gazzetta.it
Fonte: gazzetta.it

Sin da poco dopo la sua esplosione (circa 7 anni anni fa, ormai), il n° 45 rossonero non si è mai distinto per umiltà e contegno. Prematuramente soprannominato SuperMario da quegli stessi giornalisti che ora non perdono occasione per criticarlo, Balotelli ha sempre nutrito il proprio ego, inizialmente per autodifesa, e poi per pura vanità. Ambizioni al Pallone d’Oro entro breve, desiderio sfrenato di essere considerato alla pari di Messi o Cristiano Ronaldo, l’attaccante milanista non si è fatto mancare proprio nulla all’interno del vasto clichè delle dichiarazioni da calciatore. Salvo poi ritirare tutto venerdì sera, dopo la sconfitta di Roma, quando ai giornalisti SKY ha detto di non essersi mai auto-considerato un top player. Insomma, ha preso anche lui l’abitudine di dire tutto, per poi smentire altrettanto…

5 – Il ritardo temporale della difesa del Milan

Fonte: sportlive.it
Fonte: sportlive.it

Erano convinti che fosse ancora Natale, anzichè essere già passata la Pasqua. Non c’è altra spiegazione allo schieramento dei rossoneri in occasione del gol di Pjanic. Il bosniaco non è certo un velocista, eppure ha saltato Muntari, Montolivo e Rami come fossero i più facili degli ostacoli. Una difesa a presepe come non se ne vedevano da tempo immemore. Poi su Rami bisognerebbe approfondire con un articolo a parte, ma qui ci limitiamo ad una semplice domanda: com’è possibile che un difensore di Serie A, con una certa esperienza, si giri dando la schiena all’avversario che avanza verso la porta?

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