Juventus-Inter 3-1: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Fonte: spaziocalcio.it
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Handanovic 6,5: pochi minuti dopo l’inizio compie già un doppio miracolo, chiudendo la porta per 2 volte a Tevez nel giro di pochi secondi. Sui gol non può fare nulla, se non organizzare il rapimento e il seguente omicidio degli sciagurati compagni di difesa.

Campagnaro 5,5: ad inizio stagione sembrava un condottiero inarrestabile, mai domo; poi si è infortunato, è tornato in Argentina a curarsi, e lì deve aver avuto un incontro del terzo tipo con Sorondo, che ne ha contaminato il DNA. Ora vaga per il campo in preda all’ira, non sapendo bene come e contro chi sfogarla.

Rolando 6,5: è il miglior difensore che abbiamo da 2 mesi a questa parte, ed ho detto tutto. Fin qui ha segnato più gol di Belfodil, gli stessi di Icardi e solo 1 in meno di Matri.

Juan Jesus 5,5: quando entra in campo si sente come Vieri al privè dell’Hollywood: talmente tante gnocche tra cui scegliere, che non capisce più niente ed inizia a correre a corrente alternata, non capendo mai bene quali siano le sue stesse intenzioni. Solo che le gnocche di Bobone non si avventavano così sulle palle vaganti. Non quelle bianche a scacchi neri, almeno.

Jonathan 4: mentre lo salta, Asamoah ha pure il tempo di controllargli i pidocchi tra i peli delle orecchie. Ha perso anche lui lo smalto d’inizio stagione, ma noi lo loderemo sempre e comunque.

Kuzmanovic 4: quando uscirà la sua autobiografia (ormai chiunque ne scrive una), il titolo non potrà che essere Io e Monto(livo), una vita in slow motion, ricordando i bei tempi della Fiorentina. Completamente fuori forma ed inadeguato, era meglio mettere Mariga a questo punto.

Fonte: solocalcio.com
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Kovacic 5,5: lo straniero col visto più triste dai tempi di Daniel Andersson (foto) riesce finalmente a giocare nel ruolo più adatto, ma è come imparare ad indossare il preservativo la sera in cui devi uscire con Scarlett Johansson: ritenta, sarai più fortunato.

Taider 4,5: onestamente non si capisce quale sia la sua utilità in campo, se non quella di organizzare una guerra di kebab con Vidal, Rolando e Asamoah.

Nagatomo 5: un giapponese capitano di una squadra chiamata Internazionale provocherebbe orgasmi multipli a tutti gli amanti dell’integrazione sociale. Peccato che non bastino questi fattori geo-sociali per fare di un giocatore un grande calciatore, ed infatti la sua prestazione è ai limiti dell’imbarazzante.

Alvarez 5: all’andata una palla rubata da lui, ed un suo fulmineo cambio di passo avevano causato il gol del vantaggio di Icardi; stavolta sembra non entrare mai in partita, e non riesce (come spesso in passato) mai a dare la scossa ai compagni.

Palacio 4,5: anche Dio si riposò il settimo giorno, ma Rodrigo ci sta mettendo un po’ troppo. Il gol sbagliato nel primo tempo, su assist di Kovacic, è un’assurda bestemmia agli dei del calcio: secondo le statistiche, è la prima volta che una palla rubata a Bonucci non si trasforma in un gol per gli avversari.

D’Ambrosio 6: premio al coraggio e alla sfrontatezza con cui – lui che fino a 5 anni fa giocava in C1 – esordisce in una partita di tale calibro. Sulla destra oppone maggiore resistenza dello svampito Jonathan, ed infatti gli ex avversari di derby limitano le scorribande.

Milito 5: viene inserito nel tentativo di dare maggior profondità alla squadra, ma sarebbe meglio partire da subito con 2 punte – cosa che Mazzarri aborrisce come la peste. Non riesce a muoversi e a dialogare coi compagni come vorrebbe, ma perlomeno pressa a tutto campo, tornando a dare una mano anche in difesa.

Botta 6: dal suo rientro dalle cose toscane ha sempre giocato, sebbene solo scampoli di partita. Il buon Ruben sembra un talento interessante, anche se il suo ruolo e il suo contributo rimangono indefiniti: tuttavia porta sempre un po’ di freschezza e di confusione in campo, e ciò non guasta.

All. Mazzarri 3,5: Dopo aver incolpato delle sconfitte gli arbitri, il campo pesante, i tifosi, la dirigenza e la malasorte, ieri ha schierato tutta la squadra sulla linea di porta, poi ha mandato un 19enne coadiuvato da due statue di sale a farsi sbranare da tre molossi, per concludere la serata incolpando il ragazzino (assieme a un giocatore lasciato in panca) della sconfitta. L’unica cosa di cui potrebbe lamentarsi sarebbe la burocrazia italiana per i ritardi che lo privano di Hernanes, ma non lo fa, probabilmente perché tra appassionati dello scaricabarile ci si intende. Sarebbe il caso però che pensasse a trovare la chiave di volta, emotiva e motivazionale prima ancora che tattica, da dare a questa squadra. Siamo a febbraio, Walter.

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