Speciale Brasile 2014. Le squadre: 14) Nigeria

Quando si parla di nazionale di calcio nigeriana, impossibile non tornare con la mente – anche per i più giovani – alla doppietta di Roberto Baggio in quel di Boston. L’inizio della cavalcata, purtroppo non trionfale fino in fondo, degli uomini di Sacchi. Ma la storia delle Super Aquile dice di più. Tre volte campioni d’Africa, la prima nel 1980 e l’ultima nell’edizione dello scorso inverno, i verdi d’Africa hanno nel proprio palmares anche due primi posti nei gironi mondiali, in Francia e appunto negli States, ai danni di potenze come Argentina e Spagna. Mai più avanti degli ottavi però, i verdi cercano l’impresa. In un girone equilibrato – solo per la lotta al secondo posto, sia chiaro – l’obiettivo non pare di certo impossibile.

GIRONE DI QUALIFICAZIONE
Il pass per il Brasile è stato staccato dalle Aquile solo nello scorso novembre, dopo lo spareggio dentro o fuori contro la meno quotata Etiopia. Qualificazione mai in bilico, con un 2-0 firmato Obinna e Moses che bissava il successo dell’andata. Sarebbe potuta essere clamorosa un’eventuale eliminazione dei freschi campioni continentali, i ragazzi di Keshi non hanno deluso.

COMMISSARIO TECNICO
E proprio di Stephen Keshi vogliamo parlare. Il cinquantunenne selezionatore, con un
passato da giocatore tra Francia e Belgio, ha ottenuto la panchina della propria nazionale dopo aver girovagato – e raccolto superlativi risultati – in Togo e Mali. Da ricordare soprattutto l’insperata qualificazione a Germania 2006 colta con Adebayor e compagni. Mondiale poi mai vissuto per un esonero inspiegabile. Potrà rifarsi quest’estate, per giunta alla guida della propria patria. E pensare che, per le dimissioni – immediatamente respinte – dopo il trionfo in Coppa d’Africa, Keshi ha rischiato di saltare per la seconda volta la massima competizione calcistica esistente.

LA STELLA

Presenti in rosa buonissimi giocatori come Ambrose e Musa, vecchi marpioni come Shola Ameobi e Victor Obinna, o pilastri di top club come Obi Mikel. Ma il calciatore più rappresentativo, tecnicamente e in prospettiva, non può che essere Victor Moses. Il ventitreenne esterno d’attacco del Liverpool, in prestito dal Chelsea, viene da una buona ma non esaltante stagione con Benitez in maglia blues e da qualche mese di panchina “per colpa” di Suarez e Sturridge. Paga forse il doppio salto dal Wigan a un team di prima fascia, senza passare per il mezzo della classifica, ma è potenzialmente in grado di trascinare una squadra come la Nigeria. Soprattutto se verrà responsabilizzato con la simbolica consegna delle chiavi dell’undici titolare. Insieme al già citato velocissimo attaccante del CSKA, e a Oduamadi – fantastica la sua Conf Cup – siamo pronti a scommettere sul gran mondiale di Victor.

PRONOSTICO
Il primo posto nel girone è un’utopia, e la Bosnia forse parte con un 51 contro 49 per l’altro utile al raggiungimento degli scontri a eliminazione diretta. Ma nulla è scritto. Pensare invece a superare gli eventuali ottavi di finale sarebbe quantomeno coraggioso… L’impressione è che “l’anno delle africane”, da sempre luogo comune che accompagna ogni edizione dei mondiali, non sarà il 2014.

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