REPORT NBA: DI SORPRESE, INFORTUNI E PRIMI RUMORS.

25 partite sono circa un quarto dell’intera stagione regolare NBA: se le prime partite di stagione spesso fanno intendere dei trend inaspettati, spesso la cosa più saggia è aspettare a quando sembra che le cose siano più chiare. Con una stagione da 82 partite, è una cosa che si può fare. Ma, ora che è passato un mese e mezzo dal tip-off della stagione regolare, Cosa dire della stagione a questo punto?

BELLA DOMANDA:  effettivamente le perplessità che c’erano all’inizio di Novembre rimangono anche adesso. Ovvero, l’ostinazione a non voler ammettere che la grande maggioranza dei power ranking di inizio stagione erano praticamente carta straccia. Primo fra tutti i nostri, che potete rileggere qui e qui . Chi sorprende in positivo è sicuramente Portland, è sicuramente Phoenix, anche Denver (che ha ancora il nostro Gallinari ai box, rientro possibile dopo le vacanze di Natale). Ma riflettiamo meglio: Phoenix è una vera sorpresa, franchigia partita per perderle più di tutte, si trova proiettata di botto a lottare per i playoffs nel fortissimo Ovest grazie alla coppia di esterni Bledsoe-Dragic e Markieff Morris che si sta rivelando un ottimo sesto uomo ma soprattutto al gioco, brillante ed offensivo, di Jeff Hornacek. Tenessero, sarebbero una delle più grandi sorprese dell’NBA degli ultimi anni, in special modo pensando alle avversarie di division e di conference. Se i Suns sono una sorpresa però, lo stesso si può dire di Portland? La crescita di Lillard che per forza, clutchness e capacità di leadership ricorda l’ascesa del rookie/sophomore Rose a Chicago poteva essere prevedibile, l’ascesa di Aldridge fino al livello di un franchise player era più che prevista, auspicata e non da quest’anno ma pare finalmente giunta. Batum è uno dei migliori collanti dell’NBA, Matthews un ottimo attaccante. Sicuramente i Blazers, seppur a fari spenti, sono una validissima squadra alla quale manca solo una panchina di livello per sperare di fare strada anche ai playoffs, ma il gioco è tutto dalla loro parte.

Se ci sono squadre che sorprendono in positivo, ci sono anche sorprese in negativo: alcune hanno colpe relative (Bulls che avranno Rose fuori – pare – di nuovo per tutta la stagione e i Lakers che hanno assaporato Bryant solo per poche partite prima di un nuovo stop a causa della frattura del piatto tibiale laterale sinistro che lo terrà fuori verosimilmente fino a prima dell’ASG), altre sorprendono per immaturità e disorganizzazione del gioco, a dispetto della qualità del roster: chi dice grande mela dice bene; perché sia i Knicks che i Nets stanno avendo grossissimi problemi di consistenza tecnico/tattica prima (specialmente a livello difensivo) e di testa poi (specialmente nel caso dei Knicks) che rischiano di far fallire la stagione in una delle Eastern conferences più deboli che la storia ricordi. Sarebbe davvero una sorpresa.

TEMPO DI TRADES: E questo introduce il tema caldo delle prossime settimane in NBA: dal 15 Dicembre si è riaperta la gabbia delle trades: tutto lascia presupporre che ci saranno molti colpi: troppe squadre con record sotto le aspettative (alle Newyorchesi ad esempio posso aggiungere Memphis), troppe con record inaspettatamente alto, la possibilità di arrivare ai playoffs ad Est anche con un record insufficiente (il che non è necessariamente una cosa positiva) e il profondissimo 2014, sia come draft che come mercato FA sono tutti ottimi motivi per vedere numerosi scambi. La squadra più attiva al momento pare essere Toronto, nel limbo da tantissimi anni: Ujiri, GM dei Canadesi, vuol cedere Kyle Lowry, sul quale c’è un’asta con New York, Brooklyn e Golden State disposte a fare offerte. Toronto cerca scelte e assets giovini, cosa che nella grande mela non sono propriamente in grado di dar loro. In alternativa ci sarebbe De Rozan, sul quale presto potremmo avere novità interessanti. L’altro pezzo pregiato sarà Omer Asik, che ha discreto mercato ed è sprecato assieme a Howard a Houston, e i Rockets cercano giocatori per allungare la panchina, specie dietro. In chiave Playoffs può risultare assai utile. In ballo fino a non molte ore fa una trattativa con Boston per Lee e Bass (più qualche eventuale filler) ma l’interesse parrebbe scemato. Nell’eventualità, Bass ritroverebbe Howard come successe ad Orlando, in una coppia di lunghi però a mia memoria non eccellentemente assortita.

COSA CI ASPETTA: fra poco è Natale, e torna l’appuntamento (che un anno fu addirittura opening game) con il Christmas Day NBA:  piatto ricchissimo quest’anno: CHI@BKN, OCK@NY e LAL@MIA, un menù tutto da gustare! E poi le prime indiscrezioni sui voti per l’ASG di Febbraio, nuovi rumors di trades ma soprattutto ancora tanto tanto basket ad altissimo livello.

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