Speciale Brasile 2014. Le squadre: 4) Uruguay

Il mitico Uruguay campione del mondo nel 1950
Il mitico Uruguay campione del mondo nel 1950

Con la nostra rassegna sulle 32 parecipanti a Brasile 2014 siamo arrivati al gruppo D, quello che ospita l’Italia insieme a Uruguay, Inghilterra e Costa Rica. Iniziamo dai campioni di Sudamerica in carica.

LA STORIA

Una premessa: il nome dell’Uruguay associato al Mondiale in Brasile evoca ancora oggi un moto di autentico terrore nel cuore dei tifosi verdeoro. Anche se molti non erano neppure nati, i padri e i nonni hanno tramandato il drammatico ricordo del Maracanazo, la finale del Campionato del Mondo del 1950 disputata nel celebre impianto di Rio, quando la Celeste degli oriundi Ghiggia e Schiaffino sconfisse l’imbattibile Brasile e fece piangere una nazione intera. Federico Buffa vi potrà dire molto di più su questa storia ai confini tra realtà e leggenda, una storia che tuttavia sottolinea il valore di una Nazionale sempre vista come la “terza incomoda” tra i due colossi sudamericani Brasile e Argentina. La Celeste, come viene comunemente chiamata dai tifosi, visse il suo periodo d’oro nel secondo quarto di Novecento, conquistando due campionati mondiali (1930 e 1950) e alzando per ben dieci volte la Coppa America (ma all’epoca la competizione era a cadenza annuale). Seguirono altre nove partecipazioni ai campionati del mondo senza però ripetere le imprese di inizio secolo. I migliori piazzamenti furono i quarti posti del 1954, 1970 e 2010, mentre in Sudamerica gli uruguayani vantano un palmares di 15 allori continentali, l’ultimo dei quali conquistato tre anni fa in Argentina.

GIRONE DI QUALIFICAZIONE

Finita l’era Forlan e il ciclo vincente di una Nazionale capace di arrivare in semifinale a Sudafrica 2010 e di vincere la Coppa America l’anno successivo, l’Uruguay ha faticato parecchio per qualificarsi al Mondiale brasiliano. Data per spacciata fino a poche partite dalla conclusione del girone di qualificazione sudamericano (reso anche più facile dall’assenza del Brasile, qualificato d’ufficio), la Celeste con uno scatto d’orgoglio ha artigliato il quinto posto, valido per l’accesso al playoff poi vinto contro l’inconsistente Giordania con un punteggio complessivo di 5-0. Questo il cammino di qualificazione:

Uruguay – Bolivia 4-2 (Suarez, Cavani, 2 Lugano)
Paraguay – Uruguay 1-1 (Forlan)
Uruguay – Cile 4-0 (4 Suarez)
Uruguay – Venezuela 1-1 (Forlan)
Uruguay – Perù 4-2 (Suarez, Pereira, Rodriguez, Eguren)
Colombia – Uruguay 4-0
Uruguay – Ecuador 1-1 (Cavani)
Argentina – Uruguay 3-0
Bolivia – Uruguay 4-1 (Suarez)
Uruguay – Paraguay 1-1 (Suarez)
Cile – Uruguay 2-0
Venezuela – Uruguay 0-1 (Cavani)
Perù – Uruguay 1-2 (2 Suarez)
Uruguay – Colombia 2-0 (Cavani, Stuani)
Ecuador – Uruguay 1-0
Uruguay – Argentina 3-2 (Rodriguez, Suarez, Cavani)

COMMISSARIO TECNICO: OSCAR WASHINGTON TABAREZ SILVA

Classe 1947, ex calciatore ed ex insegnante (da qui il soprannome El Maestro), Oscar Tabarez può essere considerato un autentico “santone” del calcio sudamericano. Per molti anni ha allenato in patria, dividendosi tra le Nazionali (con quella maggiore partecipò a Italia 90, dove venne eliminato agli ottavi dagli Azzurri) e i clubs più titolati del Paese, come Danubio, Wanderers e Penarol. Nel 1987 con i gialloneri di Montevideo vince la Coppa Libertadores, passando poi in Argentina dove conquista l’Apertura del 1992 alla guida del Boca Juniors. È il preludio al passaggio in Europa, dove però l’esperienza di Tabarez è avara di successi: dopo una buona stagione a Cagliari è assunto dal Milan ma l’impatto con una “grande” si rivela più difficile del previsto e l’allenatore uruguayano viene esonerato dopo quattro mesi (eppure non stava facendo peggio dell’attuale!). Seguono altre esperienze fallimentari con l’Oviedo (retrocessione) e di nuovo a Cagliari (esonero-lampo dopo tre giornate), cui fa seguito il ritorno in Sudamerica e il grande rilancio al timone della Celeste. Il quarto posto in Sudafrica e il successo in Coppa America gli valgono il titolo di allenatore dell’anno 2011 dell’IFFHS.

LA STELLA: LA COPPIA D’ATTACCO CAVANI – SUAREZ

Alzi la mano chi non vorrebbe in squadra un simile tandem d’attacco. Edinson Cavani e Luis Suarez, il Matador e il Pistolero, due attaccanti da 30-35 gol a stagione ciascuno. Su di loro tutti conoscono tutto, non c’è molto da aggiungere, soprattutto adesso che i due hanno trovato un’ottima intesa anche in Nazionale, alla faccia di chi li considerava incompatibili. Se Cavani non si addormenta e Suarez non inizia a cazzottare gli avversari possono diventare la coppia-goal più forte del Mondiale. L’Uruguay punta forte su di loro, anche perchè dal centrocampo in giù iniziano i problemi: tanti i giocatori ormai sopra la trentina, poca qualità di gioco (Gargano, Alvaro Pereira, Arevalo Rios) e difesa da rottamare (Scotti e Lugano fanno 70 anni in due). Sono quasi tutti volti noti, transitati o ancora militanti nel nostro campionato. Attenzione però alle possibili sorprese di giovani talenti inseriti last minute al posto di qualche vecchio bacucco: segnatevi il nome del promettentissimo Josè Gimenez, classe ’95 già nella rosa dell’Atletico Madrid.

PRONOSTICI

Difficile ripetere il cammino del Sudafrica, già passare il giorne sarà una mezza impresa. Se le cose girano per il verso giusto possono ambire ai quarti di finale.

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