Roma-Fiorentina, al The Gate, also know as il Portale

Quante altre Rome e Fiorentine si sono affrontate nel corso degli anni?

Non è il numero esatto degli incontri ad interessarmi, numero che potrei ricercare su internet, se volessi.

Non è il numero di Rome e Fiorentine che ha visto e giocato Totti, che c’è ancora, seppure in panca.

Non è nemmeno il numero di partite a cui ha assistito il Signor Mauro, al The Gate, o quelle dello pseudo-Carmelo Bene, o dei soliti avventori del bar che di certo ne hanno viste molte, tra differenti e successive e antichissime Rome e Fiorentine.

Questo mi interessa: non le partite prese nella loro singolarità, quanto queste prese tutte insieme e queste in relazione a quella presente. Non parlo solo del presente a velocità folle in cui la Roma passa in vantaggio con Maicon al settimo del primo tempo, ma del presente che io non so esaurire e descrivere.

 

Volavano infamate gratuite, contro tutti, al The Gate, circa le responsabilità di quel gol dalla sinistra. Tomovic, Pasqual, Neto, tutti responsabili, tutti infamati. Infamate comunque che non contavano niente. Io oggi ero lievemente insofferente rispetto alla pochezza dei commenti che si udivano in sala: si invocavano terremoti, cataclismi e io pensavo vabbé dai, ma via; poi sempre il Signor Mauro parlava male della corrotta classe arbitrale impersonata oggi da Orsato, ma sarebbe potuto essere chiunque altro. C’era insofferenza da parte mia e riscontravo una sorta di ignoranza nell’aria, superiore al solito. Pensavo anche: ma guarda te questi vecchi, che non erano più i cari vecchini, ma veri e propri modelli da non seguire e non imitare, gente che non aveva non dico capito qualcosa sulla vita, ma neanche e in particolare sul calcio.

ignoranza

Facevano lo stesso giochino di sempre di trovare i responsabili quando le cose vanno male. Il male e solo il male, un dio puramente negativo, il dio del calcio negativo, e dimenticare degli interventi buoni che pure c’erano di Neto o Borja Valero o di chicchessia. Andava così al The Gate e io ero un po’ insofferente. Poi la Fiorentina pareggiava dopo aver rischiato il tracollo (qualcuno aveva salvato il risultato su colpo di testa di De Rossi, chi?). La Fiorentina pareggiava con un sinistro molto bello di Vargas, molto potente e là al The Gate, il portale, c’era chi faceva il suono onomatopeico del tiro come in un romanzo futurista: PUUUUMMME. Oppure: BAAAAMMME. Così. E tutti sorridevano, lieti, perfino Maurino che aveva battezzato la partita come “quella dell’anno scorso con la Juve” e anche Carmelo Bene con la sua frangetta si rilassava e allungava le gambe sotto ai tavolini e gli scrittori mangiavano un hamburger e noi pure si saltava in piedi ed era domenica ed erano solo l’una, o quasi e ancora tutto possibile, forse.

futurism

Non so se era possibile, ma il secondo tempo era bellissimo, per me.

Si affrontavano due grandi squadre, la Fiorentina giocava un bel calcio e poi perdeva la partita, ma avrebbe potuto pareggiare e forse vincerla. Al The Gate tutti là ad infamare tutti, Aquilani, Pasqual, tutti colpevoli, Tomovic, Rossi, Cuadrado, tutti colpevoli e io uscivo nel sole delle due pensando che non c’era nessun colpevole mai, in assoluto, e questa volta meno che mai; che la partita sarebbe potuta finire in un altro modo, ma era andata proprio così e non era colpa di nessuno. Si rimpiangeva l’assenza di Gomez, ma era dolce che ci fosse qualcosa che mancava, e il discorso finiva lì.

 

Una tendenza generale che era possibile riscontrare, se poi si fosse davvero voluto riscontrar tendenze, piuttosto che magari parlare d’altro, dedicarsi ad altro, una casa, un libro, una telefonata, era quella circa il non riuscire, da parte della Fiorentina, a passare tra quelle squadre in alto in alto, ma rimanere stabile in una posizione semplicemente in alto. Si sarebbe così potuto confermare una tendenza narrativa, circa la Roma vincente di quest’anno, e circa una Fiorentina con un vuoto enorme davanti.

Per il resto c’erano i discorsi da due soldi di Carmelo e Maurino che si trattenevano davanti al The Gate ancora un po’, mentre noi già eravamo lontani.

thks OVO
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S.Lisi

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