Speciale Brasile 2014. Le squadre: 1) Brasile

PROLOGO

Mettiamo subito le cose in chiaro. Noi di IZC ci aspettiamo di vedere un bel Mondiale – possibilmente più bello di Sudafrica 2010 – e soprattutto ci aspettiamo che questo torneo abbia un lato scenografico importante. L’attrazione principale non saranno Messi, Ronaldo, Neymar, Iniesta o Pirlo, e nemmeno Falcao, Reus o Ribery. Ma saranno le tifose brasiliane. Inutile girarci intorno con ipocrisia, le foto delle tifose di casa si diffonderanno a macchia d’olio per il web, sui forum, sui migliori siti sportivi nazionali (vogliamo parlare delle rubriche della Gazzetta o di Sport Mediaset?). E noi, anche se faremo finta di nulla e parleremo di calcio, sfoglieremo con interesse le pagine a loro dedicate.

Che Mondiale sarà, dal punto di vista dei padroni di casa, tifose a parte? Credo che la passione per il calcio unirà ancora una volta poveri (ancora molti) e ricchi (direi pochi), grandi e piccini, uomini e donne. Il Brasile ha rallentato l’ascesa economica che ha contraddistinto la presidenza di Lula, e che ha anche permesso l’assegnazione, in tre anni, dei Mondiali di calcio 2014 e delle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro. Le agitazioni di pochi mesi fa dimostrano come anche l’organizzazione del Mondiale sia stata un affare per pochi, e che per la maggioranza dei cittadini brasiliani la strada è ancora in salita.

Ma andiamo avanti, prima di diventare noiosi.

STORIA
Le cinque vittorie mondiali ci dicono che il Brasile è la migliore Nazionale di sempre. Non so quanto sia utile elencarle qui, visto che si possono andare a leggere tranquillamente su wikipedia. Allora preferisco rispolverare i miei ricordi. Per me Brasile significa innanzitutto Usa ’94, lì iniziano le mie migliori memorie calcistiche, anticipate dal genio Savicevic in Milan-Barcellona 4-0. La sequenza dei rigori di Pasadena fu una prima spada nel cuore, superata solo dalla beffa francese del 2000. Per la gioia dei brasiliani, e per noi le fantozziane delusioni dei nostri genitori.

Poi ricordo bene tutti i Mondiali successivi, Francia ’98 è Ronaldo che scende dall’aereo vittima di non so quale cocktail di psicofarmaci, Giappone e Corea 2002 è ancora Ronaldo, ma stavolta mentre sta benissimo e fa due polpette al povero Kahn, poi 2006 e 2010 sono all’insegna di un Brasile più piccolo, che non va oltre i quarti di finale. Quarto di finale che, nel Mondiale di casa, sarebbe uguale a fallimento, senza mezzi termini.

GIRONE DI QUALIFICAZIONE

Come Nazione ospitante, il Brasile è ovviamente qualificato di diritto e ha saltato la prassi del girone di qualificazione, per la grande gioia delle storiche avversarie del continente. La mancanza di partite ufficiali potrebbe avere un effetto negativo quando le cose si faranno serie? Noi crediamo di no, le Nazioni di casa giocano storicamente un gran mondiale, potremmo parlare, per citare solo i casi più recenti, della Francia nel 1998, della Corea del Sud nel 2002 (anche se ora starete malignando), della Germania nel 2006 che arrivò comunque in semifinale, e non aveva la corazzata attuale. Inoltre la Confederations Cup dimostra che i brasiliani sono più che pronti a fare sul serio.

COMMISSARIO TECNICO: LUIZ FELIPE SCOLARI

Quando si sistema in giacca e cravatta sembra piuttosto un ispettore di polizia, uno di quei detective pronti a risolvere qualsiasi caso, compreso il più spinoso: quante birre ha bevuto Adriano nei suoi 31 anni di vita? Felipao non sembra una minestra riscaldata alla Marcello Lippi, è l’ultimo allenatore ad aver portato la Coppa del Mondo in Brasile, ha sfiorato uno storico Europeo col Portogallo – credo che lì abbia perso i capelli e infoltito i baffi – e ha vinto una Confederations Cup umiliando nientemeno che la Spagna in finale. Lui sembra l’uomo giusto, lasciamogli pronunciare idealmente la frase: c’è chi può e chi non può, io può.

 

LA STELLA: NEYMAR DA SILVA SANTOS JUNIOR

André Santos, Neymar e Ramires (foto di Ronnie Macdonald, flickr)
André Santos, Neymar e Ramires (foto di Ronnie Macdonald, flickr)

Veloce come il vento, ogni tanto però si lascia andare agli spifferi e casca da solo, come una foglia autunnale. Apparentemente fragile, il rischio è che il Simunic di turno lo stronchi senza pietà nei primi 10 minuti di gioco di tutta la competizione. Se riesce a superare i calcioni croati, sarà sicuramente lui l’uomo che dovrà fare la differenza, in una squadra che si presenta più forte in difesa che a centrocampo o in attacco. Julio Cesar pare ancora il candidato principale come portiere titolare, nonostante l’inattività attuale (Fiorentina da gennaio?). Dani AlvesThiago SilvaDavid LuizMarcelo è la difesa che tutti vorrebbero avere. I problemi iniziano più avanti, a centrocampo ci sono giocatori come Oscar, Luiz Gustavo, Paulinho, Ramires, Hernanes, Lucas, Fernando, ottimi interpreti, ma non stelle assolute del panorama mondiale. In attacco, con Neymar, ci saranno Hulk e forse uno tra Fred e Jo, relegati in patria e non più giovanissimi. Diamo un’occhiata alle recenti classifiche cannonieri dei principali campionati europei: non è certo il periodo migliore per i bomber brasiliani, spesso costretti ad emigrare in Russia o in Ucraina.

PRONOSTICO

Grazie alla passione delle tifose dico: Brasile in finale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...