NBA -2: Il Power Ranking di In Zona Cesarini/1

Amici amanti dell’NBA che siete sopravvissuti all’estate ma soprattutto che siete sopravvissuti a quello scempio che si chiama Preseason, sta per giungere la vostra ricompensa: fra meno di tre giorni la sfida tra Indiana e Orlando sembrerà preziosa come un anello di diamanti.. E siccome se ne sentiva proprio il bisogno, anche In Zona Cesarini si lancia nel suo personalissimo power ranking per la stagione (per avere la possibilità di venir smentito clamorosamente ad Aprile).

La prima cosa che salta all’occhio analizzando le squadre, è che dopo un inseguimento più che decennale, l’Eastern conference è tornata mediamente più forte della controparte ad ovest del Mississippi. La seconda cosa che salta all’occhio è che si è accentuato il divario tra un gruppo di squadre molto forti che si contenderanno il titolo e il gruppo di chi tankerà senza pudore per avere le prime scelte al draft 2014, uno dei più promettenti della storia. Questo trend alla lunga potrebbe costituire un grosso problema per l’interesse generale della lega, specialmente visto che l’intenzione dai piani alti è quella di tenere ostinatamente il numero delle franchigie a 30.

Detto questo, passiamo in rassegna quelle che potrebbero ambire a prolungare la prossima stagione anche oltre metà Aprile:

16 – Washington: No, non ho la febbre: Washington sta costruendo una squadra davvero interessante, e la recente trade di cui è stata protagonista ne è la riprova. Nenè e Gortat sono una coppia interessante di frontcourt, quasi come la fantastica coppia Wall/Beal. Beal può ambire comodamente al MIP, mentre Gortat ha la possibilità di giocare titolare in un team costruito meglio della ultima Phoenix. Manca un po’ la panchina anche se non sottovaluterei l’apporto di Maynor come sesto uomo.  Playoffs sulla fiducia.

15 – Portland: Non è facile stabilire la potenziale ottava ad Ovest: Denver e Minnesota meriterebbero il posto allo stesso modo dei Blazers, e ognuna delle tre franchigie ha dei pregi e delle incertezze. Ad esempio, non sarei sicurissimo che Aldridge rimarrà a Portland anche dopo la trade deadline di Febbraio. Inoltre, partito Hickson, è arrivato Robin Lopez che se forse è meno forte del primo, può essere più adatto al tipo di gioco di Portland. Però Damian Lillard è un anno più grande, può giocare da vero Franchise player, ed è il motivo per il quale, ad Ovest, i Blazers mi superano sul filo di lana timberwolves e Nuggets.

14 – Cleveland: Hanno utilizzato la prima scelta assoluta 2013 per Anthony Bennett, solo il tempo dirà se è stata buttata o no, di sicuro il Canadese sa giocare a basket. Al momento si deve inserire in un reparto abbastanza coperto da Tristan Thompson; probabili mosse di assestamento entro Febbraio. La squadra è giovane e scapestrata, Bynum una scommessa che se pagherà dividendi potrà proiettarli anche più in alto della 14° posizione che al momento gli do.

13 – Detroit: Qualcosa è cambiato rispetto alle stagioni scorse, l’acquisizione di Josh Smith aggiunge qualità e quantità di gioco. Dovrà gioco forza limitare le proprie scorribande al centro, visto che stazionano Monroe e Drummond, ossia quella che fra un pò di tempo potremo chiamare la miglior coppia di lunghi della lega. Se i tre riusciranno a convivere, nella Motor City si potrà tornare a divertirsi come non accade più da anni. Inoltre giocherà (non si sa quanto) il nostro Gigione Datome, al momento ai box per problemi fisici.

12 – New Orleans: Mi piacciono molto. Ovviamente, in potenza. La cessione di Greivis Vasquez mi ha fatto storcere il naso più di una volta, ma Holiday (secondo me molto sottovalutato) può inserirsi bene nel sistema di coach Williams. La presenza contemporanea di Gordon e Evans chiama aggiustamenti Invernali. La vera forza però sarà Anthony Davis al secondo anno, mi aspetto tantissimo da lui. In crescita anche Al-Farouq Aminu.

11 – Houston:*lanci di palline di carta dal pubblico* Dwight Howard è il miglior centro in circolazione (non il più forte) e questo fa capire in che situazione tragica versa la categoria. Se si chiedesse ai 30 Head Coach NBA contro chi vorrebbero preparare la partita, contro DH o contro una qualunque altra star, si alzerebbe un coro monodico Ho-Ward! Ho-Ward!. Ecco, basare la franchigia su un uomo del genere, specialmente quando Omer Asik può garantire assai meno talento ma comunque un buon contributo tattico, non è il massimo. Ergo, Houston è ancora la squadra di James Harden. A ciò aggiungiamo che Jeremy Lin non è PG da posizioni più alte nel ranking. Mi dispiace un poco per Parsons, uno dei miei pupilli.

10 – Memphis: Joerger è quello che si avvicina più al concetto di esordiente, se si esclude Jason Kidd. La panchina è migliore dell’anno scorso con Mike Miller e Koufos e il quintetto non è cambiato. Vista la crisi di alcuni teams dell’Ovest può andar bene per una buona posizione ai playoffs, in assoluto ci sono franchigie che si sono rinforzate di più.

9 – New York: *lancio di ortaggi di stagione dal pubblico* calmi, calmi, lasciatemi spiegare. Il roster è ottimo con una panchina chilometrica; tuttavia i Knicks non hanno risolto il vero problema che li ha limitati l’anno scorso, ossia la convivenza tra Anthony, Stoudemire e Chandler. Ossia, l’hanno fatto aggiungendo Andrea Bargnani che gioca lontano da canestro ma non prende rimbalzi; attacca benissimo ma manca in senso di posizione difensiva; ha lampi di onnipotenza cestistica ma si perde in momenti che coincidono pericolosamente con gli ultimi minuti del IV periodo. Questo coincide con il fatto che, quando la palla scotterà per davvero, Andrea rischierà di dover essere sacrificato, facendo riemergere l’annoso problema.

La seconda parte del Power Ranking la potete leggere qui.

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