Italia-Bulgaria. La favola dell’eroe e di Cenerentola

Quando inizi ad appassionarti al gioco del calcio, cerchi di identificarti in un giocatore in particolare. Attualmente, gli 8enni sono inebriati dai gol di Messi e Cristiano Ronaldo (profeti di un calcio “lontano” dal nostro), così come i loro padri erano ammaliati da Platini o dal giovane Maradona. C’è una generazione, quella nata a metà degli anni ’80, invece, che non ebbe molta difficoltà a immedesimarsi in un campione, un genio del pallone. Un eroe. Anche perché costui aveva un codino che facilmente lo portava a essere il protagonista dell’immaginazione di quegli 8enni.

Roberto Baggio, eroe di USA '94
Roberto Baggio, eroe di USA ’94

Ma Roberto Baggio da Caldogno (Vicenza) ebbe l’onore e l’onere di essere il volto e l’eroe (sportivo, si intende) non solo degli 8enni di quel tempo, ma proprio di tutto un paese. Estate 1994, Mondiali di Calcio negli Stati Uniti. I primi ospitati dal paese dello Zio Sam. Baggio era pallone d’oro in carica e, con Romario, stella più splendente della competizione intercontinentale. Tocca a lui guidare la nazionale di Sacchi. In lui confida tutta l’Italia pallonara che, come al solito, si improvvisa c.t. all’alba dei Mondiali. 60 (50-55, all’epoca) milioni di allenatori, 60 milioni di formazioni diverse. Casiraghi-Baggio, Signori-Baggio, Massaro-Baggio, Tridente con Baggio, Baggio dietro a due punte, ecc… Di quei 50 milioni di formazioni i punti fissi erano solo 3: Baresi, Maldini e, appunto, Baggio. Il più forte, l’uomo della provvidenza. L’eroe.

Eppure il Mondiale di Baggio non inizia bene. Scialbo contro l’Irlanda, nella sconfitta inaugurale, impalpabile contro il Messico nel pareggio che apre all’Italia, a fatica, le porte degli ottavi. In mezzo, nel match contro la Norvegia,  la sostituzione voluta da Sacchi che, dopo 20 minuti, causa l’espulsione di Pagliuca, toglie dal campo proprio il Divin Codino per far posto a Marchegiani, tra lo stupore di tutti, primo tra tutti proprio Baggio. Ci salva l’altro Baggio, Dino, ma chi si aspettava un Mondiale all’insegna delle giocate di Roberto sembra debba rinunciarvici.

Poi, come d’incanto, inizia la magia. E la favola. Con la Nigeria l’Italia è sotto di un gol e di un uomo (espulsione assurda di Zola) al minuto 87. La desolazione nei volti di tutti, tifosi e calciatori, è evidente. E poi arriva lui, Roberto da Caldogno, l’eroe. Gol al 88°, gol al 102°. Nigeria a casa e Principessa (Italia) riconquistata. Nei quarti tocca la Spagna e, come contro gli africani, è sempre il minuto 88 in cui Baggio si prende lo scettro e la partita, grazie a un numero dei suoi, con tanto di dribbling beffardo a Zubizarreta. La favola continua.

Il bulgaro Trifon Ivanov in tutta la sua bellezza
Il bulgaro Trifon Ivanov in tutta la sua bellezza

Si arriva alle semifinali. E qui ecco l’avversario che non ti aspetti. Non la Germania, non l’Argentina. La Bulgaria. Un’altra favola. Più simile a Cenerentola. Anche gli 8enni e il popolo bulgaro hanno il loro Baggio. Si chiama Hristo Stoičkov ed è un attaccante formidabile. Gioca nel Barcellona ed è il profeta di una nazionale che mai si era spinta così oltre in un Mondiale (miglior risultato erano gli ottavi di finale raggiunti nel 1986). Oltretutto la Bulgaria sta vivendo una fase storica molto delicata. Come gli altri paesi dell’est Europa, si trova ad attraversare il difficile periodo che dalla caduta del comunismo deve portare la nazione ad un’apertura all’occidente. Crisi di governo, disoccupazione, riforme non proprio di successo. La cavalcata della nazionale del c.t. Penev (il cui nome generava risatine tra i 13enni, ma, questo, gli 8enni dell’epoca non potevano ancora saperlo bene) rappresentava, al di là del valore sportivo della stessa, anche l’orgoglio di una nazione intera che, con i suoi circa 7 milioni di abitanti, era anche la più piccola in termini di popolazione del lotto delle 4 grandi di USA ’94. Gli eroi di questa Cenerentola, in questo caso, sono (a parte Stoičkov) Kostadinov, Balakov, Lečkov e Ivanov, oltre ad altri come Sirakov e il portiere Mihajlov. Gli stessi che, per gli 8enni italiani, rappresentavano i “cattivi”, con quei nomini simili che finivano tutti in -ov e quegli sguardi truci, di quelli che guai ad accettare un passaggio a casa post-scuola, che potevi essere rapito (e in effetti la figurina di Ivanov incuteva più timore delle storielle sull’uomo nero). D’altro canto, il naso di Tassotti (oltre che il gomito), provocava crisi di panico tra gli 8enni bulgari. E non per la bravura calcistica del suo proprietario, in questo caso.

La Bulgaria ad USA ’94 parte proprio come Cenerentola. Bistrattata, all’inizio, dalla Nigeria. Ma la nazionale di Penev, guidata in campo dal futuro pallone d’oro Stoičkov, rialza la testa, si sbarazza della Grecia e, all’ultimo incontro, in inferiorità numerica, ottiene un successo incredibile sull’Argentina. Agli ottavi, dopo 120 minuti, la Bulgaria ha la meglio sul Messico dagli 11 metri. Ma il vero miracolo avviene ai quarti, dove a cadere sotto i colpi di Stoičkov e Lečkov è addirittura la Germania. Successo che non solo proietta la Bulgaria in semifinale, ma che ne fa l’unica nazionale ad aver battuto nella fase finale di un Mondiale le due finaliste dell’ultima edizione. Cenerentola è pronta per il gran ballo.

Hristo Stoičkov, pallone d'oro 1994
Hristo Stoičkov, pallone d’oro 1994

Insomma, gli ingredienti e i personaggi per continuare le rispettive favole ci sono tutti, in quel 13 luglio 1994. Buoni e cattivi, eroi e cenerentole. Si aggiungano anche le condizioni meteo che, seppure nelle favole parlano di tempeste di neve, in questo caso vedono oltre 35° centigradi di temperatura e umidità alle stelle. Una canicola. All’inferno si sta meglio. In campo, comunque, c’è poco da fare. L’eroe rimane lui, Roberto da Caldogno. In 4 minuti, dal 21° al 25°, con 2 gol fantastici, cambia le sorti dell’incontro e della favola della Cenerentola Bulgaria che, comunque trionfale, inizia a volgere al termine. Ma è tutta la squadra italiana che gira a 1000. Albertini è super e, oltre a fornire un assist al bacio per Roby in occasione del 2-0, impegna severamente Mihajlov, colpendo anche un palo. Benarrivo e Mussi sono i soliti stantuffi. Persino Berti ogni tanto è autore di qualche giocata interessante. L’Italia è troppo forte e in campo la Bulgaria si fa piccola. La rianima un guizzo di Sirakov sul finale di tempo, che costringe Costacurta e Pagliuca al fallo da rigore. Manco a dirlo, tira Stoičkov ed è il 2-1 con cui si va al riposo. La ripresa vede, naturalmente, la Bulgaria proiettata in avanti alla ricerca dell’ennesimo miracolo. Ma l’Italia sa soffrire e non rischia più di tanto, resistendo anche al caldo e all’afa. Finisce la favola bulgara. Comunque fiera di ciò che ha ottenuto. Cenerentola torna a casa. Non ha dimenticato la scarpetta, ma al gran ballo si è divertita ugualmente tantissimo. In finale accede l’Italia.

Lieto fine? Manco per idea. Purtroppo per gli azzurri, nel secondo tempo della semifinale, Roberto Baggio, l’eroe, si fa male. Un infortunio non serissimo, ma sufficiente a fare in modo di non permettere al codino di presentarsi al meglio della forma per la finalissima del 17 luglio. Impossibile rinunciare a Baggio che scende in campo anche contro il Brasile, ma che quella finale la gioca al minimo delle sue possibilità, sbagliando anche uno dei 5 rigori decisivi e finendo ad assistere in lacrime al trionfo di Romario e company. Così (non) sono le favole. Così è il calcio. Ma tranquillo, Roby. Per me, 8enne del 1994, rimarrai sempre l’eroe più grande.

4 pensieri riguardo “Italia-Bulgaria. La favola dell’eroe e di Cenerentola”

  1. Aggiungo qualche ricordo alla già bellissima carrellata di emozioni: Italia-Irlanda fu giocata a NEw York (sai com’è…come se la finale di Champions Galatasaray-Fenehrbace la giocassero a Berlino…), Zola incredulo in lacrime e l’immenso Pizzul che chiama per nome i Baggio: Roberto e Dino… 3 bei mondiali quelli degli anni novanta. Dopo poco di bello.

    1. Ci sono tante cose da dire su quel Mondiale. Fu l’ultimo a 24 squadre ad esempio. Con il pareggio con il Messico ci qualificammo, ma avremmo dovuto incontrare, per il sistema degli accoppiamenti degli ottavi o l’Argentina o la Romania. Poi, proprio il successo della Bulgaria sull’Argentina fece balzare al primo posto del girone D la Nigeria, mentre l’Argentina incontrò la Romania e fu eliminata perdendo 3-2… Ma ce ne sarebbero di cose da dire… 🙂

  2. grazie Roberto per le emozioni il impagabili, per avermi insegnato a vivere i momenti di sofferenza con spirito battagliero… peccato che non tutti anno apprezzato le tue doti di vero fuoriclasse, sicuramente uno tra i più grandi al mondo e il miglior numero 10 italiano di sempre a parer mio. Grazie, infine, a te, caro amico di una vita, per aver dedicato questo articolo a sua maestà Re Baggio, esempio mirabile fuori e dentro il campo.

  3. (VERSIONE CORRETTA, LA TASTIERA FA SCHIFO PARDON)
    Grazie Roberto per le emozioni impagabili, per avermi insegnato a vivere i momenti di sofferenza con spirito battagliero… peccato che non tutti hanno apprezzato le tue doti di vero fuoriclasse, sicuramente uno tra i più grandi al mondo e il miglior numero 10 italiano di sempre a parer mio. Grazie, infine, a te, caro amico di una vita, per aver dedicato questo articolo a sua maestà Re Baggio, esempio mirabile fuori e dentro il campo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...