Schladming 2013

A prescindere dalla grottesca cerimonia di apertura in cui spiccavano Herminator e Terminator, ovvero uno dei più grandi campioni degli ultimi anni insieme ad un nazi-conservatore ex stella del cinema d’azione, le premesse dei mondiali erano alte (soprattutto quelle austriache).

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Di fatto però la prima gara smentisce le premesse e mostra la faccia dura dell’Austria sciistica. Piove, c’è nebbia e la neve è molle e pericolosa. Il super-g femminile che deve svolgersi alle 11:00 è rimandato di quarto d’ora in quarto d’ora. Quando alle 14:00 viene ancora rimandato tutti pensano ad un rinvio. Invece gli austriaci decidono di far partire le povere pulzelle (complice l’organizzazione, la pubblicità e lo “smacco” che poteva conseguirne).

Premetto che discutere di questo “incidente” (io lo chiamerei tentato omicidio) mi riporta alla mente brutti e freschi ricordi. Dopo qualche discesa (subito al comando la maze che si aggiudicherà l’oro) Lindsey Vonn fa una brutta caduta, il ginocchio si piega dopo un piccolo salto sugli ottanta orari e sbalza subito a terra la sciatrice che inizia ad urlare a più non posso. Attimi di panico.

Ci mettono una quarantina di minuti a legarla e portarla via con l’elicottero, minuti sufficienti a far comprendere all’Austria che già si è inimicata una bella fetta di spettatori. Fosse successo a un’altra, sì, poverina, però poi finiva lì. La Vonn invece è un caso eccezionale. Inizio subito a cercare notizie e dopo qualche ora scopro la diagnosi: crociato e tibia rotti. Pare anche che prendere una porta a 80 orari in faccia non sia la migliore cosa e spuntano una piccola commozione cerebrale e naso fratturato. Ma queste sono piccolezze in confronto alla gamba, che può anche significare la fine della carriera. Intanto cominciano ad arrivarmi telefonate per Lindsey, manco fosse mia sorella, e tutti mi dicono “oh mio dio cos’è successo?! come stai? hai sentito come berciava, etc..etc..” (ringrazio quelli che hanno tenuto basso il profilo ironico nei miei confronti).

mi ero promesso di non prolungarmi sull’argomento ma non ce l’ho fatta. La gara passa comunque in secondo piano. vince la Maze (te pareva), dietro Gut e Mancuso. Quarta la Goggia (e chi è?), una giovincella italiota che potrebbe diventare il futuro della nazionale. Brava.

Le grosse attese italiane per il Super-g maschile invece s’infrangono nelle brutte brutte gare dei nostri Innerhofer, Marsaglia, Fill, etc..etc..pista difficile che mette in difficoltà tutti. Sorpresa! Ted Ligety finisce primo e si porta a casa un oro inaspettato davanti a De Tessiers e Svindal. Ancora fuori dal podio gli austriaci (che peccato!).

Supercombinate. Nulla di nuovo nella femminile: la rabbia della Maze per l’argento ottenuto e la felicità in quel viso così tedesco e dolce della grandissima Maria Riesch. Terza, finalmente, un’austriaca. Grande ritorno di fiamma per una campionessa del passato, la Hosp si mette dietro tutte le altre della compagnia: Kirchgasser, Zettel e Goergl. Settima la Goggia (allora non era una coincidenza), brava in discesa, meno in slalom. Ma va bene così.

Quella maschile invece riserva ancora grosse sorprese. Alla vigilia davo vincente Kostelic o Pinturault. Non potevo neppure immaginare che il fratello di Owen Wilson (sempre Ligety) riuscisse nel secondo oro facendo in slalom un tempo anche migliore del croato. Nonostante l’assenza della Vonn gli USA sembrano il team da battere. Secondo Kostelic (grandissimo), terzo Baumann. Male Pinturault, sesto. Solo nono Paris.

L’evento atteso da tutti era però la discesa, in Austria considerata la vera e propria regina dei mondiali. Quì nessuna sorpresa per gli uomini. Vince Svindal, prendendosi il primo oro con una gara superba. Secondo il nostro bravissimo Paris, uno dei pochi a stare dietro alla furia norvegese. Terzo Poisson, francese inaspettato. Solo quarta l’austria (sempre più imbarazzante) con Kroell. Delude Innerhofer, mai entrato in lotta per il podio. La femminile riserva un’interessante sorpresa per l’Italia. Nadia Fanchini, scesa tra le prime, si ritrova seconda scalzata solamente dall’ultima realmente pericolosa, Marion Rolland, soprannominata “panino” per la tipica faccia a forma della gustosa pietanza (e per il rancore di averci tolto un oro). Ottima medaglia comunque per l’italia. Terza la Riesch, che ormai sembra essersi ricordata come si vince.

Dopo la parentesi del National team event, uno slalom parallelo in notturna in cui si sommano vittorie di quattro contro quattro (due uomini due donne a squadra) e dove finalmente l’Austria trova il contentino dell’oro, si passa alle gare tecniche. Per dovere di cronaca occorre dire che l’Italia ha fatto schifo uscendo subito. Seconda si piazza la Svezia, terza la Germania.

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Nel gigante tutti si aspettano la sfida tra Ligety e Hirscher. Difatti i due sembrano essere su un’altra dimensione e si accaparrano rispetivamente oro, il terzo per l’americano, e argento (e l’Austria rosica). Bronzo meritatissimo per Moelgg. Forse l’italiano attualmente più forte in circolazione, sicuramente il più costante, si mette dietro ai due super campioni del gigante. Di meglio non si poteva davvero fare. Quarto un ottimo Svindal e sesto Simoncelli, ma si sa, ai mondiali contano le medaglie.

Tra le donzelle la Maze ci rimane ancora malissimo per essersi fatta fregare l’oro dalla Worley, bravissima con tempo migliore in entrambe le manche. Male la Moelgg, solo undicesima. Terza, finalmente, la Fenninger, grande delusa del mondiale (e forse anche la più bella. ci metto anche una foto, va.)

ImmagineAnna Fenninger (austriaca. ma direi che può essere perdonata)

Ultime gare. L’oro maschile si gioca tra molti contendenti: Hirscher, Neureuther, Byggmark, Myrher, Kostelic, Pinturault, Moelgg, etc..etc.. ma dopo la prima manche si vede subito che l’uomo da battere è il giovane austriaco. Male Moelgg, che quarto al termine della prima, inforca nella seconda. Vince Hirscher senza particolari problemi, secondo Neureuther, terzo Matt. L’Austria si toglie qualche soddisfazione. Ma è lo slalom femminile che consacra una nuova e giovane regina del mondiale. Mikaela Shiffrin, diciassettenne scatenata e senza nulla da perdere, si porta a casa un incredibile oro, mettendosi dietro la Kirchgasser e la povera Hansdotter, che si sarebbe meritata una vittoria. Peccato la Riesch, che inforca a poche porte dalla fine. Male anche la Maze, che sicuramente sperava di fare di più ai mondiali.

Come detto gli USA si sono dimostrati i più forti nonostante l’assenza dell’atleta di punta Vonn, e si portano a casa quattro ori e un bronzo. Regge il colpo l’Austria, seconda con otto medaglie, ma con soli due ori. Terza la Francia, inaspettata, visti i risultati in coppa del mondo. All’Italia è mancato un oro ma poteva andare peggio.

1 commento su “Schladming 2013”

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