Gemellaggi sì, gemellaggi no?

Ormai è un classico…

Il campionato non fa in tempo a partire che già c’è la sosta per la Nazionale. Buona occasione per allenatori e giocatori di valutare cosa è andato e cosa non ha funzionato in questi primi 180 minuti. E i tifosi? Passata la cronica sbronza di calciomercato di “nerazzurriana” memoria, si inizia a valutare concretamente il valore della propria squadra del cuore. “Puntiamo a 40 punti poi si vedrà…” ,”obiettivo minimo la Champions…”, fino al tipico “ecco l’avevo detto, non dovevamo vendere Tizio, dovevamo comprare Caio..”. Ma, si sa, l’italiano medio non può vivere senza calcio ed anche una sola domenica a digiuno pesa. Per fortuna, o per sfortuna, ci sono i gemellaggi.

Oggi al Tardini si gioca Parma-Sampdoria, amichevole davvero in tutti i sensi poichè le 2 tifoserie amiche lo sono per davvero. famiglie che tornano allo stadio, ultras che si scambiano sciarpe e bandiere, una bella immagine per il calcio italiano? Io, a costo di essere impopolare, dico di no.

I gemellaggi nascondono da anni un’ipocrisia di fondo grottesca. Mi sveglio un mattino e decido che i tifosi della squadra X sono i miei più cari amici, mentre quelli della squadra Y sono gli odiati rivali. Ecco, è proprio questo il punto: gemellarsi con una squadra implica automaticamente odiarne una o più altre. Non posso andare tranquillo a vedermi Genoa – Parma perchè “eh sai com’è….è pericoloso andare a Marassi domenica:il Parma è gemellato con la Sampdoria”.  Vado al Garilli a vedere Piacenza-Roma con un amico e mi accusano “Ah sei di Parma?10 anni fa un tifoso piacentino è stato accoltellato….”Al di là delle sviste arbitrali, dei diritti televisivi o dei soldi che mancano sono le tifoserie il vero problema del calcio italiano. Matarrese qualche anno fa disse che “i morti fanno parte del sistema calcio”. Frase infelice ma, nella sua crudezza, vera. Perchè ricordo benissimo quel Genoa-Milan di quasi 20 anni fa; la morte di Vincenzo Spagnolo, l’odio tra rossoneri e rossoblu. Un odio che dura ancora oggi, al punto che, sentendo alcune interviste, vedi tifosi di 18-19 anni inveire ricordando quell’episodio…quando in realtà nemmeno erano nati! E’ questo il paradosso, un odio quasi razziale che va ben oltre il semplice ed innocuo sfottò. Un odio che travolge tutto ed impedisce ad uno come me di comprendere… I morti fanno parte del sistema calcio perchè non viene fatto nulla per cambiare le cose…

Ed allora proviamo noi a cambiarle. Ben vengano i gemellaggi, gemelliamoci tutti. Questo è un blog dove parlare di calcio…bè allora “scanniamoci” qui, col sorriso sulle labbra.

Chiudo con un aneddoto.

22 anni fa mio padre mi portò allo stadio, c’era Parma- Napoli. La prima ed unica volta in cui vidi giocare Maradona. Avevo 7 anni. Non so con chi fosse gemellato il tifoso che mi tirò una chewing gum nei capelli, so solo che era magico essere allo stadio. Vinse il Parma, 1 a 0: Osio in tuffo di testa. Chissà, forse fu il risultato a rendere tutto così indimenticabile. A fianco a noi, deluso, un tifoso del Napoli mi guardò sorridendo. 22 anni dopo, di nuovo Parma Napoli, la “mia” squadra perde ed uscendo dalla curva noto una scena tristissima: un padre con un bambino (napotani) che si fanno largo tra i tifosi gialloblu. Insulti, minacce…nulla di concreto per fortuna. Solo lo sguardo impaurito ed una domanda nella testa “ma non era una partita di calcio?”

2 pensieri riguardo “Gemellaggi sì, gemellaggi no?”

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