“Forza Parma, forza Parma….questo è il grido di battaglia….”

Agosto è agli sgoccioli, dopo 3 mesi di sport intenso (tra europei ed olimpiade) sembra ieri che è terminato il campionato e già ne inizia un altro. Questa rubrica , curata dal sottoscritto, avrà l’onore di seguire le gesta del Parma Calcio nel campionato 2012-2013.

Quello gialloblu non poteva cominciare con un ostacolo più duro. La Juventus campione in carica, orfana di Conte, sarà una bruttissima gatta da pelare. Certo, i tempi delle 7 sorelle sono ormai lontani, ma la gara coi bianconeri ha sempre il sapore del “big match”…come del resto si è potuto constatare (caso mai ce ne fosse bisogno) sin dalla presentazione ufficiale della squadra, avvenuta nell’originale cornice di piazzale della Pace.
Il Parma si presenta alla nuova stagione con una squadra rafforzata o indebolita? Questo il quesito principale che si pone la tifoseria in seguito ad una enigmatica campagna acquisti.
L’addio di Giovinco è ovviamente la principale chiave di lettura del mercato crociato, ennesimo pezzo pregiato ceduto alla vecchia signora. Da parecchi anni ormai non c’è più lo sceicco del latte e, dovendo fare di necessità virtù, la società si è vista costretta a salutare il suo gioiello in cambio di una cospicua somma da investire. Vediamo come…
La difesa, per quanto affiatata, avrebbe avuto bisogno di un paio di rinforzi che purtroppo non sono arrivati. Zaccardo e Lucarelli non sono eterni, soprattutto il secondo, e Paletta da solo non ha il talento per reggere la difesa come faceva un certo Thuram. In mezzo al campo Parolo è chiamato a fare ordine, sperando che torni il miglior Galloppa (quello di 3 anni fa per intenderci) e che Biabiany possa finalmente aver raggiunto la maturità necessaria per poter essere definito un giocatore di calcio (e non da calci!). La fascia destra, un po’ come fu la sinistra per l’inter del post Roberto Carlos, è sempre stata il cruccio del Parma: dopo Fuser si sono susseguiti una serie di “pistapoci” da mettersi le mani nei capelli….Gasbarroni,Reginaldo,Marchionni(a tratti), Pisanu, Marques e non ultimo il primo Biabiany, che pareva sulla buona strada per essere anche lui etichettato col temuto epiteto. L’impressione è che molto dipenderà dalle giocate di Valdes, uno degli uomini più in forma nel finale della scorsa stagione.
Davanti ci sono le incognite da cui dipenderà l’andamento del Parma: Amauri è più vecchio di 2 anni e Pabon era un signor nessuno fino ad un paio di mesi fa. Saranno in grado di sostituire la formica atomica?
Inutile negare che lo scorso anno il 90% del potenziale offensivo gialloblu era tenuto sulle spalle del solo Giovinco. L’impressione era che senza di lui la squadra non fosse in grado di rendersi pericolosa. Va detto, ad onor del vero, che con Donadoni le cose sono migliorate, fino all’incredibile striscia di 7 vittorie consecutive con cui si è concluso lo scorso campionato..
Insomma uno dei tecnici più sottovalutati del campionato (col senno di poi l’avreste esonerato nel 2008 dopo la sconfitta ai rigori con la Spagna dei record?) è chiamato a fare l’impresa: salvare il Parma e portarlo là dove le altre sue sorelle da qualche anno lo aspettano. Impossibile?
Questa non è una speranza….questo è il grido di battaglia!

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